Sono diventato artigiano con una laurea in ingegneria elettronica alle spalle e dopo un'esperienza lavorativa di 15 anni in diverse industrie vicentine. Ci sarebbe da farsi delle domande. È stata una vocazione tardiva? La reazione a un'intolleranza verso l'ambiente industriale sviluppata con il tempo? La scoperta improvvisa di una creatività latente? Forse tutto ciò ma nel contempo la spinta più grossa è stata vedere la possibilità di trasformare una passione in un lavoro.

Ho sempre considerato un privilegio divertirsi lavorando, perché penso sia una molla incredibile affrontare le difficoltà, comunque presenti in qualsiasi attività professionale, con lo spirito leggero di chi ama il proprio lavoro.

Un lavoro nato da una passione è statisticamente parlando una fortunata eccezione. È un'opportunità da sfruttare con gratitudine nel rispetto dell'idea originale, nel mio caso l'impulso di ideare e costruire oggetti "altri" rispetto a una logica di consumo, oggetti pensati con amore e creati con dedizione perché durino e si distinguano, facendo ampio uso di utensili manuali specie per rifinire i particolari. Mobili e suppellettili con i segni della perfetta imperfezione di una mano umana, lasciati a raccontare il come e il perché siano stati costruiti.

 

"Without curiosity and a sense leading to the living richness that is in some woods, one will always remain something of an engineer, even as a successful craftsman.

Many successful craftsman are, alas, only engineers." 

James Krenov