Il mio lavoro è qualcosa di totalmente mio: non c'è nessuna tradizione nella mia famiglia ne ho seguito alcun corso di studi regolare per diventare un artigiano.

Guardandomi allo specchio riesco a vedere come ora il mio lavoro rifletta pienamente il mio approccio alle cose della vita: la modalità è la stessa sia che stia lavorando, cucinando o passeggiando con la famiglia: amore per le cose semplici, autenticità, natura sono le mie linee guida.

Nel campo dell'artigianato, considero il legno la personificazione di questi valori, tanto da farlo diventare il tratto comune di tutte le mie creazioni.

Non uso sostitutivi come compensato o mdf, esclusivamente legno massello, sia che si tratti di un mobile, un oggetto per la cucina, un lampadario o una tornitura.

Uso solamente legni locali per le torniture, e specie locali per i mobili perché avverto una sorta di legame ancestrale con esse: anche se mi piacciono i legni esotici, preferisco non usarli perché ai miei occhi l'oggetto finito ha un aspetto straniante, mentre i legni locali mi danno un confortevole senso di familiarità, di relazione.

Se il legno è il tratto comune in tutti i miei lavori, il disegno invece differisce.

Considero negli oggetti d'uso e nei mobili la funzione una caratteristica indispensabile, fondante, il disegno non deve essere fine a se stesso, così definisco i miei progetti con la funzione in mente, la sfida è coniugare la funzione con un estetica gradevole.

In questo processo il legno introduce un fattore di incertezza, ed è particolarmente vero se il legno ha personalità, se ha nodi e una vena figurata. L'aspetto finale di un pezzo d'artigianato non è come sulla carta a causa di ciò, e il fatto dev'essere tenuto in considerazione durante la fabbricazione. Non posso permettermi di innamorarmi dei miei disegni, perché so che possono essere cambiati un ogni momento durante la lavorazione se il legno lo richiede. 

Sono convinto che questa sia una differenza fondamentale tra un designer e un artigiano, e sia nel contempo la peculiarità che rende ineguagliato il lavoro dell'artigiano; l'abilità di disegnare attorno le singolarità del legno può aggiungere particolari straordinari al pezzo che non potranno essere replicati, rendendolo perciò unico.

Il mio processo di progettazione include preziosi incastri fatti a mano qualora siano funzionali all'aspetto finito, nella mia testa gli incastri devono aggiungere una piacevole nota al lavoro, e non diventare indesiderati protagonisti del pezzo

Gli utensili tradizionali come scalpelli, martelli, seghe e pialle hanno un'importanza fondamentale nella lavorazione, perché aggiungono una straordinaria flessibilità nella fabbricazione di pezzi unici.

Quasi tutte le tecniche costruttive che uso sono assolutamente tradizionali, mentre il disegno no, mi ritengo figlio dei miei tempi, e devo fare in conti con la pesantissima eredità degli artisti e designer italiani moderni, hanno tracciato una strada e impartito una lezione che non può essere ignorata. Il mio artigianato pertanto ha solide radici nel passato, ma guarda fermamente al futuro

Al contrario di mobili e oggetti d'uso, nella lavorazione di torniture o oggetti artistici la funzione non è obiettivo di progetto, il disegno è assolutamente libero nei limiti imposti dal materiale stesso e i lavori non hanno scopo che non sia il loro aspetto.

Questo è il motivo per cui ho chiamato una serie di torniture in forma di bottiglia appunto "Il Messaggio è la bottiglia", anche se il pezzo ha una forma che ricorda una funzione, non la svolge, la bellezza è la sua ragion d'essere.

La semplicità è la chiave per creare oggetti che possa amare veramente, mi trovo così a rimuovere costantemente dettagli dalle mie torniture.

La lavorazione può essere straordinariamente complicata e difficile, ma l'aspetto finale dev'essere semplice e fluido.