Funzione, forma e composizione: è definito nell'equilibrio instabile tra questi elementi il mio lavoro.

 

Ritengo la funzione una caratteristica irrinunciabile in quanto ragione d'essere degli oggetti pensati per essere usati quotidianamente in un contesto abitativo. Non amo le cose svuotate di sostanza, rese inutilizzabili da un disegno fine a stesso o da una scelta dei materiali che privilegi l'estetica a scapito della funzionalità.

Per me la forma veste, traveste o sveste la funzione senza mai sostituirsi ad essa; l'idea di una forma arriva indifferentemente prima o dopo la funzione, che è invece costantemente presente nel quotidiano, e con essa si deve coniugare per generare l'oggetto.

La composizione è il passo che finalizza e formalizza il processo di costruzione e nel contempo è l'inchino dell'artigiano alla materia prima.

La trasformazione del legno in oggetto richiede conoscenza e rispetto delle sue caratteristiche, il legno è vivo, particolare e unico perfino all'interno di una stessa specie legnosa. Ha proprietà comunque anisotrope nelle tre dimensioni, che per di più variano in base al taglio e alla stagionatura. Le caratteristiche tecnologiche del legno vanno per quanto possibile considerate durante la progettazione, ma l'orientamento e la grana delle fibre, il colore, i nodi hanno un impatto estetico a priori largamente imprevedibile sul lavoro finale.

Utilizzare il legno come materiale da costruzione introduce pertanto un elemento assolutamente indipendente dall'operazione concettuale di sintesi tra estetica e uso, sapere cogliere l'apporto vivo della materia durante la costruzione muta la realizzazione in composizione, costringendo l'idea alla dialettica con la materia.

La composizione è in quest'ottica il punto di incontro tra idea e materia, è un non luogo dove si sostanziano finalmente sguardi nel vuoto e soluzioni di continuità delle conversazioni, dove il connubio tra funzione e forma si copre d'imponderabile legno, e prende il largo.